La sede della missione francescana di Lima in Perù è il Colegio Peruano Chino Juan XXIII. Nato nel 1961 da un’intuizione di Mons. Orazio Ferruccio Ceol, che dopo l’espulsione dalla Cina fu nominato da Papa Giovanni XXIII Vicario della comunità cinese residente in Perù, il Collegio Chino Peruano Juan XXIII ha avuto come fondamento un’educazione di qualità basata sui principi cristiani e l’integrazione interculturale. La scuola era cominciata con due piccole aule finanziate dallo stesso Papa dal quale ha preso il nome e nel corso degli anni è cresciuto moltissimo divenendo un Collegio all’avanguardia, tra i migliori della città di Lima. Dopo il ritorno in Italia di Mons. Ceol, la responsabilità era passata a Padre Pachi che collaborava con lui da vari anni, dopo essere stato per tre anni a Hong Kong per prepararsi e imparare la lingua cinese.
All’entrata del collegio una pagoda cinese ospita in bella mostra due mezzobusto in bronzo che rappresentano S. Giovanni XXIII e Mons. Orazio Ceol. In mezzo a loro una Madonna dai lineamenti orientali che sembra offrire al mondo il Bambino che porta in braccio.
Fra Giuseppe Bortolotti
Fra Giuseppe (Bepi) Bortolotti, 72 anni, era stato missionario in Perù, a Lima con Mons. Ceol e Mons. Adriano Tomasi per 10 anni dal 1980 al 1990 nel Colegio Cino-Peruano Juan XXIII e da due anni è tornato in Perù, nella Diocesi del callo, nella Paroquia Mi Peru. La parrocchia conta circa 70 mila abitanti ed è dedicata a Nuestra Senora de las Mercedes. E’ una zona di nuova espansione i cui abitanti sono arrivati da varie parti del Paese in cerca di fortuna. In altri sobborghi le case sono costruite con materiale di recupero su terreni polverosi e insicuri. Nella maggior parte delle abitazioni non c’è l’acqua potabile e non c’è un servizio di fognatura. E’ una zona molto arida dove l’acqua viene portata con i camion cisterna e le famiglie la comprano per cucinare e lavarsi conservandola in bidoni di plastica.
E un centro abitato di circa 200.000 abitanti, dei quali l’80% vive in stato di povertà. Si trova a meno di 30 km dalla capitale Lima nel distretto di Ate, ma a causa del grande traffico si impiega un’ora e mezza per raggiungerlo. E’ una zona in continua espansione e molte famiglie vivono ancora in baracche costruite con legno, lamiere, stuoie, in situazioni igieniche precarie soprattutto per i bambini. Gradualmente gli abitanti vanno migliorando le abitazioni e nello stesso tempo il Governo e il Municipio stanno predisponendo gli allacciamenti alle reti idriche, fognarie ed elettriche, ma l’acqua non è ancora un bene alla portata di tutti.
Dal Collegio Juan XXIII venti anni fa, per iniziativa di Mons. Pachi e la collaborazione degli ex alunni, è nato il Collegio S. Francesco di Huaycàn.
Accoglie 1.100 studenti, dalla scuola materna al quarto anno della scuola superiore. Sono un centinaio i bambini e ragazzi aiutati dalle adozioni a distanza sostenute dai benefattori del Trentino. Per i bambini provenienti dalle famiglie più povere c’è una mensa, costruita nel 2009 grazie ad un contributo dello Zecchino d’Oro. Una biblioteca è a disposizione degli alunni e alcuni laboratori, tra i quali il nuovo laboratorio di chimica e quello di robotica, permettono agli alunni di sperimentare nuove tecniche per prepararsi agli studi universitari.
E’ situata nella parte superiore dell’area del Collegio è situata sede staccata dell’Università Ricardo Palma, che offre alla gioventù del posto l’opportunità di conseguire un titolo universitari con specializzazione nel campo infermieristico con un sicuro sbocco lavorativo. Il corso di laurea dura tre anni. La Scuola accoglie circa 300 studenti, in prevalenza ragazze e ogni anno circa 90 di loro conseguono la laurea e trovano lavoro nei vari ospedali pubblici e privati della metropoli di Lima.
Il progetto del “Centro Medico Universitario Famiglia Sana” di Huaycan annesso alla “Scuola di Infermeria San Felipe” è concluso per la parte che riguarda la struttura grazie a un contributo della Provincia S. Antonio dei Frati Minori..
Ora è necessario dotare il Centro delle apparecchiature mediche essenziali per i vari ambulatori (con un costo totale di euro 160.000,00) per permettere il servizio di l’assistenza agli abitanti della zona. Il Centro offrirà assistenza di emergenza, pediatrica, ginecologica, psicologica e funzionerà un consultorio dentale. Saranno potenziati il servizio antitubercolare e per i bambini denutriti. Una farmacia si occuperà del servizio di donazione delle medicine, molto necessario per questa popolazione. Nello stesso tempo gli studenti della Scuola di Infermeria avranno la possibilità di svolgere il tirocinio formativo.
Caridad San Francisco
è il programma di aiuto alle famiglie di Huaycan che stiamo facendo: un primo momento si tratta di dare nutrizione a 168 minori, grazie anche all’aiuto che viene dalla Germania; poi preparazione di cesti di viveri per 20 famiglie due volte al mese. Ogni cesta cosa sui 50 dollari e speriamo di poter arricchire la cesta con verdure e frutta che i volontari raccolgono nei mercati… e infine pane, pizze e torte dal forno e le attrezzature del Collegio S. Francesco.
Naturalmente la situazione sanitaria ci obbliga a osservare delle norme strettissime e spendere anche per acquistare i prodotti necessari, ma speriamo nella Provvidenza che ci aiuterà ancora una volta. Ne siamo sicuri. Rinnovo il mio Grazie a tutti i benefattori assicurandovi della mia speciale preghiera. Padre Pachi
Manchay
Un altro centro abitato molto popoloso in zona desertica. Qui ha sede l’Istituto Tecnologico Trentino Giovanni Paolo II. Costruito grazie ad un contributo della Provincia Autonoma di Trento dieci anni fa, offre una formazione professionale di qualità a giovani che arrivano da varie zone del Perù. Informatica, gestione aziendale, cucina, pasticceria, trasformazione degli alimenti sono alcuni degli indirizzi di studio che garantiscono un lavoro sicuro a molti giovani. Qui si producono formaggio, yogurt e gelati buonissimi.
Huaralica
La Comunità Cenacolo del Perù si è insediata in un appezzamento di terreno desertico con un gruppo di giovani con problemi di dipendenze. Secondo il loro stile questi giovani sono aiutati a vincere le crisi di astinenza con il lavoro e la preghiera. Il sogno di mons. Pachi era: “Nel Deserto fiorirà la Speranza”. Il suo sogno è diventato realtà grazie alla donazione di un impianto di potabilizzazione che permette di utilizzare l’acqua di un canale che scorre a valle, proveniente dalle miniere e molto contaminata. Grazie all’acqua e al duro lavoro per fertilizzare una parte di deserto (progetto realizzato con il contributo della Provincia Autonoma di Trento), ora i giovani della Comunità possono vivere coltivando verdure di vari tipi e perfino le viti e allevando mucche, oche, pecore, maiali che vengono utilizzati anche per il sostentamento delle altre case della Comunità a Lima. Gli abitanti del villaggio vicino hanno adottato i giovani come figli e li aiutano con i loro consigli per l’allevamento degli animali.
Naturalmente, in questo tempo di pandemia, non possiamo andare a visitarli, ma siamo in contatto con loro e diamo il supporto necessario. Tra l’altro aiutiamo per la pulizia e riparazione dei panelli fotovoltaici che danno l’energia, alla costruzione di un campetto da calcio, e donando una mucca incinta… E loro pregano tanto: siccome il parroco non può andare a celebrare la Messa, adesso p. Stefano, superiore della Comunità Cenacolo cui appartiene questa Comunità, celebra la Messa ogni settimana on line dalla casa madre di Saluzzo, e loro vanno una volta al mese a prendere le ostie consacrate dal parroco.
Hogar Santo Toribio
Nella città di Lima, accoglie ogni anno migliaia di ammalati indigenti provenienti da varie zone del Perù. Gli ospedali intervengono solo per le emergenze e succede che anche dopo un intervento chirurgico gli ammalati più poveri si ritrovino per strada in condizioni igieniche disastrose. All’Hogar le Suore della Congregazione delle Ministre degli Infermi di San Camillo si prendono cura di bambini, donne, uomini, anziani testimoniando l’amore di Cristo per i più bisognosi.
Hogar Gladys
Hogar Gladys è una casa di accoglienza per giovani donne che hanno subito violenza familiare. Qui trovano rifugio insieme ai loro bambini e viene offerta loro la possibilità di imparare un mestiere grazie ai laboratori di sartoria, cucina e parrucchiere per potersi rendere indipendenti.
Wawa Wasi
Wawa Wasi: (casa dei bambini-asilo nido) sono delle oasi di allegria dove i bambini possono passare qualche ora in serenità mentre le mamme lavorano al mercato in città. Tutto intorno prevale il colore grigio a causa della polvere e dell’inquinamento, ma all’interno dei Wawa Wasi tutto è colorato. La collina dell’Augustino è uno dei quartieri più poveri della città di Lima con strette stradine dove si può viaggiare solo con i mototaxi e le case sono addossate le une sopra le altre e sembra impossibile che possano stare su, visto che sono solo “appoggiate” su un terreno instabile.
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